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-- Kafka: vita e opere --la Praga di Kafka - autori praghesi ed ebraici - percorsi letterari

 

FRANZ KAFKA

LA METAMORFOSI


Parole

 

Johannes Urzidil in "Di qui passa Kafka" riferisce:

"Dopo che fu pubblicata La metamorfosi, incontrando una volta per strada il professor Karl Thieberger, [...] Kafka osservò: 'Che ne dice dei fatti terribili che accadono in casa nostra?' Chi volesse vedere in ciò una semplice battuta non sa davvero nulla di Kafka. Certo, era ironia - come quasi tutto in lui - ma non solo questo, bensì anche serio realismo" (ivi 18)

- espressione della misteriosa ironia kafkiana a commento del proprio ambiente e della vita quotidiana.
"Serio realismo": riferito forse alla personale e tragica realtà dell'autore?

 

 

Ancora Urzidil annota le somiglianze, significative, con lo scrittore loro contemporaneo e amico Karl Brand, pseudonimo di Karl Müller. In particolare vi è un'analogia tra le tematiche di Brand e quelle di Kafka (oltre che tra le rispettive vite). Scrive infatti Urzidil, come conseguenza della malattia da cui Brand era affetto (la stessa di Kafka):

"Il sogno divenne la vera sostanza della sua vita, e le immagini del sogno, della rinuncia, del desiderio, insieme alla ribellione a quel lento consumarsi, erano diventate il contenuto dei suoi sfoghi poetici" (J. U. Trittico praghese, Adelphi, trad. di Elisabetta Dell'Anna Ciancia, p. 173).

Nello stesso libro Urzidil riferisce affermazioni di Brand, la cui analogia con 'situazioni' kafkiane è assolutamente sorprendente:

"[...] Il mio tossire potrebbe spaventarlo e farlo scappare. Tutti lavorano a causa mia, perchè io sono il parassita che consuma il denaro che si potrebbe mettere da parte o usare sensatamente. Io me ne sto qui sdraiato o mi trascino attorno, simile a una cimice o a uno scarafaggio, un buono a nulla" (Ivi 180).

E stabilisce un collegamento tra Brand, l' "Ivan Il'ic" e la "Metamorfosi":

"Ebbene, in Brand, che egli [n.d.r. Kafka] incontrò nel 1913, il personaggio di Gregor Samsa aveva preso corpo (con una precisione che si spingeva fin nei dettagli del medesimo ambiente praghese) e Kafka poteva anzi vedere riflessa in Brand (come in Samsa) la sua stessa morte - graduale, ineluttabile e incompresa - ancora prima che gli venisse diagnosticata. E così il richiamo alla vita e alla morte di Ivan Il'ic, suggerito dalla vita e dalla morte di Brand, chiude il cerchio rimandando alla vita e alla morte di Gregor Samsa, ossia innanzitutto alla vita e alla morte della stesso Kafka" (J. U. Di qui passa Kafka, p. 84).

Qui Urzidil sembrerebbe 'tradire' la sua interpretazione della "Metamorfosi", come rappresentazione del presentimento della morte di Kafka stesso, che egli avrebbe avuto prima ancora della diagnosi della sua malattia. (su)

 


 

Precedenti

 

Il pittore James Ensor (1860-1949) aveva già nel 1888 realizzato la raffigurazione di un uomo trasformato in scarafaggio. Lo riferisce Johannes Urzidil nel saggio "Vita breve, ars longa", che fa parte di "Di qui passa Kafka". (su)

 

 

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