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Kafka: vita e opere -- la Praga di Kafka --autori praghesi ed ebraici -- percorsi letterari

 

FRANZ KAFKA

UNA RELAZIONE PER UN'ACCADEMIA


Atomi e frammenti

 

prigioniero

"Me ne stavo perciò accoccolato colle ginocchia piegate e sempre tremanti; inoltre, non volendo in un primo momento, probabilmente, veder nessuno e desiderando stare al buio, stavo rivolto verso la cassa, mentre, dietro, le sbarre delle inferriate mi segavano la carne" (p. 252)

 

 

 

calma e disciplina

"Oggi lo vedo bene: senza la massima calma interiore non mi sarei mai potuto salvare. E in pratica credo, se sono quel che sono divenuto, lo debbo forse interamente alla calma che subentrò in me dopo i primi giorni della mia permanenza sul bastimento. Ma quella calma, d'altra parte, la dovevo alla gente della nave" (p. 254)

 

 

 

salvezza "Ed imparai, signori miei. Oh, s'impara quando si deve imparare; s'impara quando si vuol trovare una via d'uscita; s'impara disperatamente.

Si sorveglia noi stessi con la frusta; ci si lacera le carni alla minima resistenza. La mia natura di scimmia uscì da me ..." (p. 257)

 

oggi

"Con le mani in tasca, la bottiglia sulla tavola, me ne sto mezzo sdraiato e mezzo a sedere sulla mia seggiola a dondolo guardando fuori della finestra" (p. 258)

 

 

 

 

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